Indennizzo chiusura attività commerciale

Indennizzo chiusura attività commerciale

La Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018) ha reso strutturale il bonus economico mensile, pari a 513 euro (che corrisponde al trattamento minimo mensile INPS per l’anno 2019) per i commercianti che si sono visti costretti ad abbassare le serrande del proprio negozio in anticipo rispetto al raggiungimento della pensione di vecchia (ora a 67 anni d’età).

Per averne diritto è necessario il possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi, tra cui l’età anagrafica minima pari a 62 anni per gli uomini, ovvero 57 anni per le donne.

Con la Circolare n. 77/2019, l’Inps fornisce istruzioni e chiarimenti sull’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.
A decorrere da quest’anno l’indennizzo di cui al Decreto Legislativo 28 marzo 1996, n. 207, diventa una misura strutturale, con conseguente obbligo di versamento del contributo aggiuntivo dello 0,09% destinato, in parte, al Fondo che lo finanzia.

Destinatari

Possono beneficiare dell’indennizzo per cessazione dell’attività commerciale, nei limiti delle risorse disponibili, esclusivamente gli iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali gestita dall’Istituto, che esercitano, in qualità di titolari (anche in forma societaria) o coadiutori, le seguenti attività:

  • attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • attività commerciale su aree pubbliche, anche in forma itinerante;
  • i titolari e coadiutori di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • gli agenti e rappresentanti di commercio di cui alla legge 3 maggio 1985, n. 204, ma non i loro coadiutori.

A titolo esemplificativo, non rientrano tra i destinatari della norma gli esercenti le seguenti attività:

  • gli esercenti attività commerciali all’ingrosso;
  • gli esercenti le attività commerciali effettuate al di fuori dei tradizionali negozi di vicinato, banchi o mercati, quali, a titolo esemplificativo, il commercio elettronico, la vendita presso il domicilio dei consumatori, la vendita per corrispondenza o tramite televisione, la somministrazione o vendita di alimenti e bevande in luoghi non aperti al pubblico effettuata esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi (ad esempio, scuole, ospedali, circoli privati, mense aziendali);
  • gli esercenti attività di intermediazione diversa da quella prevista dalla legge n. 204/1985 quale, ad esempio, quella svolta da procacciatori e agenti d’affari, agenti assicurativi, agenti immobiliari, promotori finanziari.

Possono, invece, beneficiare dell’indennizzo i titolari di imprese che esercitano contemporaneamente plurime attività commerciali, come avviene, ad esempio, nei casi di esercizio congiunto di commercio all’ingrosso e al dettaglio. In tali casi, indipendentemente dalla loro prevalenza, ciò che rileva è che il soggetto richiedente, al momento della cessazione dell’attività, eserciti un’attività indennizzabile.

Si precisa che l’erogazione dell’indennizzo deve essere richiesta con riferimento all’ultima attività commerciale cronologicamente cessata. Pertanto, non può fruire del beneficio il soggetto che, dopo aver cessato un’attività di commercio rientrante nell’ambito di applicazione della norma, abbia successivamente cessato un’altra attività non indennizzabile.

Requisiti e Condizioni

L’indennizzo spetta ai soggetti che siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 207/1996, come di seguito riepilogati:

  1. abbiano compiuto almeno 62 anni, se uomini, ovvero almeno 57 anni, se donne;
  2. risultino iscritti, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o di coadiutori, alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.

Si precisa che i 5 anni, di cui alla precedente lettera b), non devono essere necessariamente continuativi, ma devono sussistere al momento della cessazione dell’attività lavorativa ed essere connessi all’attività commerciale per la quale si richiede l’indennizzo.

L’erogazione dell’indennizzo è altresì subordinata alla condizione che i predetti soggetti:

  1. abbiano cessato definitivamente l’attività commerciale.
    In merito alla cessazione dell’attività commerciale, si precisa che possono beneficiare della misura introdotta dalla legge di bilancio 2019, purché in possesso di tutti i requisiti previsti dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 207/1996 al momento della domanda, coloro che cessano l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019.
    La cessazione deve essere definitiva e riguardare l’intera attività commerciale esercitata. Pertanto, non possono fruire dell’indennizzo coloro che hanno trasferito a terzi, a qualsiasi titolo, l’attività commerciale o hanno trasferito rami aziendali o quote di partecipazioni sociali (a titolo esemplificativo, nei casi di cessione, donazione o concessione in affitto d’azienda);
  2. abbiano riconsegnato al Comune di competenza l’autorizzazione/licenza amministrativa di cui erano intestatari, ove la stessa fosse stata richiesta per l’avvio dell’attività, o avere comunicato la cessazione dell’attività commerciale all’ente comunale.
    In caso di titolarità di più autorizzazioni, la riconsegna deve riguardare tutti i titoli di cui il soggetto sia stato in possesso.
    Sono esclusi dall’ambito di applicazione della norma in commento i soggetti che hanno ceduto, venduto o donato la licenza/autorizzazione o, se in possesso di più di una licenza (ad esempio, ambulanti che svolgono attività in più comuni) ne abbiano ceduto, venduto o donate solo alcune;
  3. il soggetto titolare dell’attività si sia cancellato dal Registro delle imprese presso la Camera di Commercio o dal Repertorio Economico Amministrativo – REA (per gli agenti e rappresentanti di commercio in seguito alla soppressione del relativo Ruolo è stata inserita nella struttura del REA un’apposita sezione).
    Si rammenta che la cancellazione dal Registro delle imprese è una condizione per l’erogazione del trattamento.

Decorrenza del Trattamento

L’indennizzo, in presenza di tutte le condizioni di legge, spetta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda.

La cancellazione dal Registro delle imprese è una condizione essenziale per l’erogazione del trattamento.

Nell’ipotesi in cui la suddetta cancellazione abbia una data successiva alla domanda di indennizzo, la decorrenza del trattamento dovrà essere differita al primo giorno del mese successivo all’avvenuta cancellazione.
Qualora, invece, la cancellazione risulti in data anteriore rispetto alla domanda di indennizzo, il trattamento decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla domanda di indennizzo.

La decorrenza degli indennizzi concessi in base alle disposizioni illustrate con la presente circolare, in presenza dei requisiti di legge, non potrà essere, in ogni caso, antecedente al 1° febbraio 2019, primo giorno del mese successivo all’entrata in vigore della legge di bilancio 2019.


L’indennizzo introdotto dalla legge di bilancio 2019, come illustrato in premessa, è diventato una misura strutturale; tuttavia, la concessione dello stesso rimane subordinato alla disponibilità delle risorse del Fondo per la razionalizzazione della rete commerciale.

Incompatibilità

L’indennizzo, come stabilito dall’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 207/1996, è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro autonomo, subordinato o occasionale.

Si ribadisce, pertanto, che il soggetto richiedente non deve svolgere attività lavorativa né al momento della domanda di indennizzo né successivamente alla decorrenza del trattamento.

Non costituisce causa di incompatibilità la circostanza che il soggetto richiedente la prestazione rivesta la qualifica di “socio accomandante” di una società in accomandita semplice (cfr. la circolare n. 12 del 1 febbraio 2008). Pertanto, la semplice partecipazione agli utili della società senza obbligo di iscrizione alla Gestione dei commercianti non impedisce di per sé l’erogazione dell’indennizzo.

L’erogazione dell’indennizzo cessa dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il beneficiario riprenda una qualsiasi attività di lavoro autonomo, subordinato o occasionale. Cessata l’attività di lavoro che ha determinato la decadenza dell’indennizzo non sarà possibile né rispristinare l’erogazione dello stesso, né presentare una nuova domanda per la medesima attività cessata.

In merito ai rapporti tra indennizzo e trattamenti pensionistici diretti, su espressa indicazione ministeriale, la prestazione in argomento è compatibile con l’erogazione di qualsiasi trattamento pensionistico diretto, ad esclusione della pensione di vecchiaia.

Durata

L’indennizzo spetta fino a tutto il mese in cui il beneficiario compie l’età pensionabile ordinaria prevista dalla legge in vigore nella Gestione dei commercianti.

Nelle ipotesi in cui il soggetto al momento del compimento dell’età pensionabile abbia anche il requisito contributivo minimo dei 20 anni e, per l’accesso alla pensione di vecchiaia, siano previste le c.d. finestre di accesso (attualmente non vigenti), ai sensi dell’articolo 19-ter del decreto-legge n. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2/ 2009, l’indennizzo spetta fino alla “prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia”.

Approfondisci su: Circolare INPS nr. 77/2019