Tenuta della Contabilità: Sanzioni

Le modalità da seguire per una regolare tenuta della contabilità aziendale, finalizzata al conseguimento di
determinati obiettivi informativi e conoscitivi, sono disciplinate, a livello legislativo dall’art. 39 del D.P.R. n.
633/72, dall’art. 22 del D.P.R. n. 600/73, dall’art. 2219 del Codice Civile.

Nel caso di irregolare/omessa tenuta/conservazione delle scritture contabili, dei documenti e dei registri previsti dalla normativa in materia di imposte dirette e Iva, ovvero quelli la cui conservazione è comunque imposta da altre disposizioni tributarie, è prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 euro.

Tale sanzione si applica a chi, nel corso degli accessi eseguiti ai fini dell’accertamento in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto, rifiuta di esibire o dichiara di non possedere o comunque sottrae all’ispezione e alla verifica i documenti, i registri e le scritture indicati nel medesimo comma ovvero altri registri, documenti e scritture, ancorché’ non obbligatori, dei quali risulti con certezza l’esistenza (comma 2 art. D. Lgs. 471/1997).

La predetta sanzione è ridotta fino alla metà del minimo qualora le irregolarità rilevate nei libri e nei registri o i documenti mancanti siano di scarsa rilevanza, sempreché non ne sia derivato ostacolo all’accertamento delle imposte dovute.
La rilevanza del dato contabile presuppone che i principi contabili di riferimento siano stati correttamente applicati.

Nel caso in cui, in seguito all’irregolare/omessa tenuta della contabilità, siano accertate evasioni dei tributi diretti e dell’Iva complessivamente superiori, nell’esercizio, a 50mila euro la sanzione prevista di cui in precedenza, è raddoppiata.